Una ragazza semplice, solare e allegra con la passione del calcio. Raffaella Manieri, difensore, un vero talento che affronta col sorriso ogni situazione perché, come lei stesso racconta: “è contagioso e crea energia positiva”. Il suo sogno calcistico è di vincere la Champions, l’Europeo e di partecipare alle Olimpiadi. Il bravo difensore, quest’anno in forza al Ravenna Woman, dopo una carriera da girovaga del calcio (Torino, Verona, Torres, Bayern di Monaco e Brescia) e con diversi successi da inserire nel suo personale score (7 scudetti, 1 Coppa Italia e 6 Supercoppa Italia) ha deciso di aprire un’Accademy che ha un progetto da lei definito “Mixed Team”.
Ma procediamo per step e cominciamo a chiederle dei tanti successi qual è quello che porta conservato particolarmente nel cuore e perché?

“Tutti i successi sono nel mio cuore, per ora quello più fresco è il mio primo scudetto in Bundesliga con il Bayern. Ma chissà quale sarà il prossimo”.

Hai avuto un’esperienza importante in Germania col Bayern di Monaco con la quale hai vinto anche uno scudetto festeggiato come di consueto ed insieme ai colleghi maschi, qual è l’aneddoto che ci puoi raccontare di quella giornata?

“Al Bayern ho vinto due scudetti consecutivi, mentre il giorno che abbiamo festeggiato a Marienplatz insieme ai nostri colleghi maschi è stato un momento indimenticabile e mai vissuto.
Siamo partiti dalla sede con 3 pulman, per arrivare in piazza insieme. Il traffico della città era completamente fermo e pieno di transenne che delimitavano il nostro percorso. Era pieno di gente ovunque che aspettava il nostro passaggio ed allo stesso tempo era pieno di polizia. Quando siamo arrivati in centro, abbiamo iniziato a sentire i cori delle persone che c’erano ai lati delle transenne, poi appena scesi dal pulman ho iniziato a sentire la folla in delirio e che, tra l’altro, erano stati messi al corrente del nostro arrivo. Insieme ai nostri colleghi maschi tra una risata e l’altra siamo saliti in Municipio. Beh uscire da quella terrazza con tutte quelle persone sotto che ti applaudivano è stato il momento più bello. In mezzo a quel pubblico c’era un ospite d’eccezione: mia mamma e babbo che guardava da casa in diretta, perché impegnato con il lavoro. Ma siccome volevo fargli vivere quelle emozioni anche a lui, l’anno dopo ci sono ritornata e nella folla c’erano entrambi”.

All’estero, hai dichiarato, che il calcio, anche femminile, lo vivi come una professionista, cosa frena l’Italia ad avere un calcio in rosa a livello delle altre Nazioni?

“La cultura e la mentalità italiana frenano questa opportunità, ma fortunatamente le cose si sono iniziate a smuoversi e nel giro di un paio d’anni inizieremo a diventare professioniste anche noi”.

Ci vuoi parlare dell’idea RaffaManieri Academy? Qual è la novità che apporta questa tua nuova “creatura”?

“Il nostro metodo mixed team ci consente di gestire rose miste di giovani calciatrici e calciatori per ogni categoria dai piccoli amici ai giovanissimi. Ciò consente di favorire un comune arricchimento e una crescita esponenziale delle qualità tecniche ed agonistiche individuali e di squadra, rendendo i bambini protagonisti del loro futuro, sia in ambito sportivo che sociale”.

Nella presentazione della tua Academy parli di supporto dei genitori, oggi tacciati come il male del calcio giovanile italiano, cosa proponi per migliorare l’educazione sportiva delle mamma e dei papà dei tuoi iscritti?

“Molti genitori sono ancora contrari e spaventati, perché non sono a conoscenza di che tipo di futuro e prospettive ci sono dietro al calcio femminile. Pensano che non c’è ne sia. Invece le cose sono cambiate e le bimbe avranno tante soddisfazioni”.

Quando si nomina Nazionale femminile, Raffa Manieri che sogno vorrebbe abbinarci?

“Lo dirò solo il giorno che si realizzerà”.
Intanto godiamoci la vittoria della Nazionale in Portogallo e chissà che ai prossimi mondiali l’Italia pallonara si possa fermare per fare il tifo per le “azzurre”.

 

Fonte: www.ilbellodellosport.it

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