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Giappone: i successi degli anni '10, la Nadeshiko League e margini di crescita

La potenza nascente del calcio femminile. In un territorio tradizionalmente lontano dai ranghi atlantici e mediterranei. La vittoria ai Mondiali del 2019 ce lo ricorda in maniera tangibile. E così i secondi posti alla rassegna iridata del 2015 e ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Il Giappone è senza dubbio il terreno forse più fertile per la crescita del calcio femminile. Tra successi delle selezioni nazionali, settori giovanili rigogliosi e un campionato nazionale apprezzato in ogni angolo del globo.

IL CALCIO FEMMINILE IN GIAPPONE: TRA ORIGINI RECENTI E UN CAMPIONATO DI ALTO LIVELLO

Quello del Sol Levante è un movimento che affonda le proprie radici alla fine degli anni ’60. In ritardo rispetto ai futuri colossi europei ma certamente con grandi margini di crescita. Solo il tempo però consente di intravederli. In mezzo, lavoro e abnegazione. Figli di una mentalità votata al lavoro. Quella che consente ad atlete come Iwabuchi (ex Bayern Monaco) e Sawa (top scorer della nazionale) di sbocciare nel calcio che conta.

Il primo campionato femminile giapponese (Japan Women’s Football League) prende il via nel 1989. Prima col formato sudamericano Apertura-Clausura (1993-1999), poi con la suddivisione Est-Ovest (2003-2003), quest’ultima seguita da una corposa post season. Nel 2004 il torneo cambia forma in tutti i sensi: nella struttura, ora a girone unico; nella denominazione, venendo così nominata così Nadeshiko League (“nadeshiko” è il garofano giapponese). Competizione dalla copertura mediatica notevole, attualmente conta 10 team. Questi i team che in linea teorica prenderanno parte al campionato 2020:

  • Albirex Nigata
  • Cerezo Osaka
  • Ehime
  • INAC Kobe Leonessa
  • Iga Kunoichi
  • JEF United
  • NTV Beleza
  • Nojima Stella
  • Urawa Reds
  • Vegalta Sendai

Al di sotto del massimo torneo ecco la Nadeshiko League Divison 2, caratterizzata dalla presenza di 10 club. La terza serie nipponica è invece rappresentata dalla Challenge League: 12 team equamente divisi nei gironi Est e Ovest.

GLI ANNI ’10: QUANTI SUCCESSI PER LA NAZIONALE NIPPONICA!

Nadeshiko Japan. Questo il nome con cui la nazionale giapponese è apprezzata in tutto il mondo. Prima asiatica nella storia a vincere la Coppa del Mondo femminile, le sue origini ufficiali affondano nel 1981. In quell’occasione le nipponiche affrontano Taipei in trasferta, rimediando una sconfitta per 1-0. Se la prima tournée e il primo tecnico a tempo pieno (1984) sono segnali di forte crescita, negli anni novanta la selezione non trova risultati incoraggianti. Nel 2002 però si pongono le basi di una rinascita. Quella che arriva sulla scia dei quarti di finale raggiunti ad Atene 2004. Il seguito mediatico attorno alla selezione culmina nei primi anni ’10. In primis per i successi. Dalla vittoria ai Mondiali di Germania 2011 (USA battuti in finale ai tiri di rigore) ai secondi posti a Canada 2015 e a Londra 2012. Senza dimenticare il double all’AFC Women’s Asian Cup 2014 e 2018.

GRANDI MARGINI DI SVILUPPO SUL PIANO ECONOMICO

Sul fronte economico, tanto è ancora da fare in Giappone: sono poche infatti le calciatrici attualmente inquadrate nel professionismo. La governance centrale del calcio giapponese non sembra ancora aver colto davvero le potenzialità del movimento. E la migrazione all’estero è prerogativa di un sempre maggior numero di atlete. Insomma: qualità, risultati e copertura mediatica non adeguatamente corrisposti in termini di denaro. Almeno per ora.

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